ALLIEVI. L'AlbaCrema di Tolotti e Dossena: l'importanza della tecnica

I tecnici biancoblù ci raccontano le linee-guida della società e le qualità del gruppo Allievi Regionali A, che sta però pagando una sfortunata serie di infortuni e assenze scivolando verso la retrocessione

Di Redazione | Venerdì, 21 Aprile 2017 10:25

 

A cura di Massimo Silvani

ALLIEVI REGIONALI A - ALBACREMA

Era da poco sorta l’alba di domenica 9 aprile, mentre sul circuito di Shangai il giovanissimo Max Verstappen si affermava tra i grandi a suon di sorpassi e traiettorie da urlo sulla sua monoposto F1, nel Cremasco iniziano il riscaldamento tutti i giovani talenti impegnati in campo.
È così, quindi, che spengo il televisore e mi dirigo verso la prossima tappa del viaggio, un posto già visto a dire il vero, ma ricco di ragazzi nuovi da conoscere!

Si ritorna al Comunale “Angelo Dossena” di Crema, casa quest’oggi di un’altra formazione cittadina, l’AlbaCrema.

La società biancoblù, che ha sede nel centro sportivo dell’Oratorio Duomo in via Donati, è stata fondata nel 1956 da un uomo chiamato Rosolo Paiardi, ma che tutti, e per tutti intendo TUTTI, è conosciuto come il Boffi.

Lui sì che merita una piccola digressione, perché è stato un uomo che nel calcio credeva davvero: non l’ho mai conosciuto di persona, ma più di una volta nella vita, mi è capitato di sentire discorsi di gente più adulta, compreso mio padre, non certo un grande appassionato di calcio locale, che dicevano ”… eravamo a giocare in un campo con l’erba alta, porticine fatte con le felpe, nessuno spettatore, anzi solo uno: il “Boffi”.
Era un calciofilo di quelli veri, che non aspettava che i ragazzi si presentassero al cancello per chiedere se potevano giocare, andava lui a cercarli ed offriva loro un occasione.
Per fare ciò, non aspettava il sabato o la domenica, giorni di culto in cui si giocano le gare, ma ogni giorno, in ogni posto, città o paese, ed in ogni luogo, campo, piazza, angolo, strada o cortile in cui sentiva calciare un pallone.
Nell’epoca delle informazioni prese dai media, dai social o dei calciatori scoperti attraverso filmati su YouTube, uomini da campo come lui se ne vedono sempre meno.

L’Alba, così chiamata dai fedelissimi, è una società che ha sempre puntato fortissimo sul settore giovanile, non ha infatti squadre iscritte a campionati di categoria, ma la qualità con cui sono istruiti i ragazzi è sempre stata elevata, come ci descrive l’allenatore degli Allievi Regionali A, Francesco Dossena, che condivide il compito con mister Fabrizio Tolotti.

 

 

”I nostri istruttori sono in possesso di un titolo, a garanzia del loro valore. Riteniamo la Laurea in Scienze Motorie un requisito importante per chi allena i più piccoli, età in cui è fondamentale insegnare gli schemi motori di base e la coordinazione, mentre chi allena le fasce più alte del settore giovanile è in possesso del patentino di allenatore FIGC”, illustra Dossena, che continua spiegando quali sono le qualità che ritiene fondamentali allenare in questa fascia: ”Sono un amante della tecnica, vado in contrapposizione ai credo moderni, che spingono ad allenare i duelli, soprattutto l’1 vs 1. Per me se non sai stoppare il pallone, dribblare ed in generale avere un buon dominio del pallone, l’1 vs 1 lo perderai sempre!”.

Dossena non si occupa solamente della fascia Allievi, ma offre il suo contributo anche alla crescita degli Esordienti classe 2004, affidati a mister Monfredini: ”Ci sono precisi differenze tra le due categorie: sui più piccoli si insiste molto sulla tecnica di base e ci si focalizza sul miglioramento dell’atleta dal punto di vista individuale, non si spreca tempo nell’insegnamento di moduli specifici o accorgimenti tattici globali da tenere in campo, mentre negli Allievi si lavora molto sul concetto di gioco collettivo e sugli atteggiamenti tattici da tenere in campo, anche in funzione dei vari sistemi di gioco”.

L’AlbaCrema, lavorando con cura sui giovani, è di riflesso una delle società maggiormente nel mirino di club professionistici, pronti a catapultarsi sui primi prospetti interessanti che compaiono sulla scena: ”Ormai lo Scouting inizia prestissimo, abbiamo già sotto osservazione i classe 2011, è incredibile!”, esclama Dossena, “È un onore che club di tale livello bussino alla porta per i nostri ragazzi, però a volte è talmente presto che si fa fatica a crescerli secondo i nostri valori con una certa continuità”.
Atalanta, Inter e Milan hanno già tra le loro fila giovani atleti cresciuti sotto il Duomo, ma Dossena ci tiene a sottolineare come altri atleti cresciuti in biancoblù stiano riuscendo ad emergere in altre realtà di un certo livello: ”L’esempio più recente riguardante un giocatore del nostro vivaio che si è affermato, è senza dubbio Gibeni, protagonista della cavalcata del Crema 1908 verso la Serie D; anche il suo compagno Magnoni è stato biancoblù: ha avuto meno spazio in prima squadra, visto il potenziale offensivo del team, ma è un giocatore interessantissimo”.

La squadra Allievi sta affrontando le ultime gare del girone con lo spettro della retrocessione sempre più vicino: ”È stata un’annata sfortunata”, spiega Dossena, “Abbiamo avuto parecchi infortuni ed abbiamo perso parecchi giocatori per numerose partite, questo ha contribuito, insieme all’elevato livello tecnico delle nostre avversarie, a relegarci nelle ultime posizioni della graduatoria”.

 

 

L’avversario di giornata è la formazione meneghina del Cimiano, società stanziata nella zona Nord Est di Milano, area “Città Studi”, che vanta nell’organigramma societario la presenza del giornalista sportivo e godibilissimo commentatore televisivo Tiziano Crudeli.

Il riferimento non è puramente casuale, la Polisportiva Cimiano è infatti centro tecnico dell’A.C. Milan, sulle maglie bianche indossate oggi dagli atleti compare infatti lo stemma rossonero, di cui Crudeli è tifosissimo. Numerosi gli atleti cresciuti nel Cimiano e passati poi in rossonero, molti dei quali hanno avuto il privilegio di esordire in serie A come Lino Marzorati, Davide Brivio e Davide Di Gennaro, ma, il fiore all’occhiello, è sicuramente rappresentato da un giocatore che si sta affermando tuttora nella società di via Aldo Rossi, indossando a volte anche la fascia di capitano, si tratta del terzino della Nazionale Mattia De Sciglio.

Un introduzione di tutto rispetto per la formazione milanese, sarà un avversario ostico per i ragazzi cremaschi, chiamati a superarsi per concludere con onore un campionato sfortunato.


LA CRONACA

ALBACREMA - CIMIANO 1 - 5

ALBACREMA: Molinari, Ingiardi, Della Torre, Sanzanni, Isgro, Ponti, Pepa, Lodigiani, Montagnari, Donnarumma, Lorini.
Subentrati: Caputo, Tomella.
Allenatore: Tolotti

CIMIANO: Merone, Draz, Draghi, Verri, Galli, Zini, Dinice, Leone, Tini, Salsi, Valerio.
Subentrati: Russello, Taader, Fantaziu, Fantò, Magni, Di Virgilio.
Allenatore: Ravasio


Partono forte i locali sul terreno del “Dossena” con manto erboso folto in stile Brasilerao per l’occasione. I milanesi mostrano miglior gamba e fisicità, l’Alba fatica ad imporre il proprio gioco nonostante le buone qualità di palleggio di Montagnari e Ponti. Nei primi minuti l’estremo difensore locale Molinari deve subito vigilare sul tentativo in allungo dell’esterno Dinice, dopo una sgroppata del fluidificante mancino Draghi, che termina però a lato. Al secondo tentativo però, il Cimiano passa, azione da calcio da fermo che smarca in area Valerio, l’esterno trafigge Molinari per il meritato vantaggio, legittimato subito dopo da due ghiotte palle gol divorate dagli avanti milanesi, nell’occasione Molinari si traveste da Super-Man respingendo prima il tiro di Salsi e letteralmente volando sul tap-in di Valerio.
Scampato il pericolo l’Alba prova ad uscire dal guscio, il più attivo è Pepa, esterno mancino dotato di buona tecnica e gran falcata, che vede il portiere fuori dai pali e prova a sorprenderlo dai 30 metri, ma la palla termina di poco a lato. Sempre l’ottimo Pepa, a metà frazione, si gira bene in area e conclude con un potente mancino respinto da Merone. Il bel momento dell’AlbaCrema viene però annullato dalla seconda rete ospite che è una vera e propria doccia fredda, sia per come matura il gol, in azione di contropiede finalizzata sempre da Valerio, sia perché, mentre Molinari raccoglie la palla in fondo al sacco, il direttore di gara manda tutti nello spogliatoio per l’intervallo.

 

 

La ripresa si apre con l’AlbaCrema che sembra accusare il colpo, Molinari è ancora decisivo nell’opporsi stavolta a Tini, che scaglia un missile dopo aver protetto bene palla, ma la risposta del numero uno locale è da campione. Sospiro di sollievo per i tifosi che credono nel pari, volata in fascia del solito che Pepa che mette un cioccolatino sulla testa della punta Donnarumma che conclude a lato. Si materializza così la beffa, lancio lungo apparentemente innocuo, contro il quale la difesa locale si fa trovare impreparata, spalancando la porta a Salsi che non perdona. Stavolta Molinari non può veramente nulla.
Con cuore e coraggio l’Alba prova a restare aggrappata al match, ancora Donnarumma ha la palla del pari ma fallisce l’occasione. Il numero 10 biancoblù ha però l’occasione di riscattarsi mettendo in rete un chirurgico assist dalla destra. La partita sembra potersi riaprire ma i biancoblu sprecano troppo, in particolare non capitalizzano due importanti situazioni pericolose in area ospite.

Il Cimiano è squadra cinica e seppur non giocando un calcio dominante riesce ad esser pericolosa ogni qualvolta si affacci dalle parti di Molinari, i subentrati Fantò e Di Virgilio han voglia di mettersi in mostra e sfruttano bene i minuti concessi da mister Ravasio, insaccando rispettivamente la quarta e la quinta rete. L’Alba non riesce a rialzarsi nel finale , gli ultimi minuti sono solo per la cronaca, l’ultimo ad arrendersi è l’inesauribile Pepa, che continua a macinare chilometri in fascia ma il punteggio non cambia più.

Per i locali è un passivo ingeneroso e immeritato: “Non abbiamo giocato una brutta partita, ma il tasso tecnico di questo girone si vede anche dagli episodi”, commenta lucido Dossena, “Noi abbiamo sprecato molto, loro ci hanno punito”.
L’analisi del girone da parte del tecnico non lascia dubbi: ”È un raggruppamento molto competitivo, non è un caso che piccole realtà come quelle cremasche e cremonesi siano in fondo alla graduatoria, le compagini milanesi sono le più attrezzate, potevamo giocarcela con alcune formazioni, secondo me, al nostro livello, ma i motivi elencati prima ci hanno svantaggiato e le concorrenti per la salvezza ci sono scappate, ma non è un problema, l’importante è che i ragazzi siano cresciuti e continuino a farlo”.

Sacrosante le parole del mister: d’altronde, anche dopo una giornata tempestosa, l’Alba sorge sempre.

 

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