ALLIEVI. La Luisiana che cresce: due squadre, un'unica famiglia

Mister Giuseppe Colucci e Pier Lorenzo Zanoni guidano le due formazioni pandinesi degli Allievi: due tecnici di esperienza e qualità al servizio dei ragazzi. Consapevolezza e tanta voglia di aiutare i giovani a crescere
Di Redazione | Venerdì, 21 Aprile 2017 11:25

ALLIEVI REGIONALI B e PROVINCIALI

Colucci e Zanoni: esperienza e qualità al servizio dei giovani della Luisiana

Pandino, centro storico.

Il percorso attraverso i settori giovanili del Cremasco si imbatte in una stretta via con una chiara indicazione di vicolo cieco, mentre invece è proprio lì che si aprono i più vasti orizzonti dei ragazzi, dello sport e della vita.
Serve spazio per fare manovra ma poi si spalanca un cancello.
All’interno si trova tutto ciò che fa parte del mondo di un adolescente: numerosi edifici scolastici (e forse non è la parte più intrigante), un’ampia palestra, una piscina che si intravede sullo sfondo e un'enorme distesa verde.
Un campo sportivo dove ci si deve assolutamente fermare.

All’ombra del glorioso Castello sorge il Centro Sportivo Comunale, casa della società Luisiana.
Nel tardo pomeriggio di ogni venerdì si preparano all’allenamento i ragazzi degli Allievi.

La realtà pandinese conta parecchi ragazzi in questa fascia d’età, tale da poter schierare in campo ben due formazioni.
Ed è proprio questa l’idea che in estate stuzzica la mente dei dirigenti nerazzurri.

Ai nastri di partenza della stagione si sono infatti presentate due squadre: una che ha combattuto con successo per la classifica finale nella fase invernale, raggiungendo l'obiettivo di terminare tra le prime tre e raggiungendo la Fase Primaverile Regionale; la seconda formazione, non potendo battersi per la vittoria ("fuori classifica", poiché il regolamento non permette di classificare due squadre appartenenti alla stessa società), ha comunque dato il massimo ogni domenica.
E se anche questa avesse potuto classificarsi, forse in questa primavera avremmo avuto un Luisiana contro Luisiana nella Fase Regionale.

La guida tecnica è affidata a due tecnici di indiscusso valore e molto conosciuti nel Cremasco: Giuseppe Colucci si occupa della squadra “in classifica”, coadiuvato dal fido Christian Ghigorno, ricomponendo in casa pandinese il tandem di mille avventure (non ultima la storica promozione del Pieranica dei miracoli, dalla Terza alla Seconda Categoria, ndD); mentre Pier Lorenzo Zanoni, con Gian Battista Parietti, guida la squadra che punta al miglioramento globale, dei ragazzi e della rosa..

“La linea guida è stata chiara fin dal principio, non abbiamo mai considerato le due squadre come una migliore ed una peggiore: il gruppo è unico, siamo un’unica famiglia: la Luisiana. Logicamente poi c’è il discorso meritocratico e, essendo una delle due squadre “fuori classifica”, chi si fa trovare più pronto giocherà nella squadra che lotta per il primato, mentre gli altri continuano in parallelo il percorso di crescita collezionando importanti esperienze nello stesso identico campionato”, ci spiega mister Zanoni.

I ragazzi sono monitorati continuamente ed ognuno può fare il salto in ogni momento, anche nella squadra Juniores se ce ne fosse la necessità: “Considero gli Allievi una categoria intermedia”, illustra mister Colucci, “Alcuni ragazzi possono già avere un grado di maturazione tale da poter effettuare esperienze con i più grandi, Juniores o addirittura prima squadra, mentre altri ragazzi sono ancora in piena fase di sviluppo e non hanno ancora affinato le proprie doti. Mi è capitato spesso di vedere ragazzi che all’inizio arrancavano, ma che poi sono diventati giocatori importanti e difficili da togliere dal campo nel corso della stagione. È proprio per questo che non amo vengano fatte distinzioni tra le due squadre: possiamo scegliere giocatori da un grosso bacino e tutti possono veramente esser presi in considerazione senza nessuna discriminante”.

 

 

Entrambi i mister hanno anni di esperienza alle spalle, anche a livello di prime squadre, per questo hanno ben chiara quale deve essere la finalità del loro lavoro: ”Preparare i ragazzi ad essere in grado di stare in campo in modo ordinato e sensato, così che possano utilizzarlo a loro vantaggio quando saliranno di categoria”, prosegue Colucci, “C’è chi sottovaluta questo aspetto, ma per me è fondamentale. Se un ragazzo si trova a giocare con gente molto più esperta e non ha un bagaglio tecnico-tattico adeguato, farà molta fatica ad affermarsi: per questo il mio principio è trasmettere le idee di gioco e far in modo che i ragazzi le capiscano e cerchino di metterle in pratica. È sempre stata questa la mia filosofia, applicabile sia con i giovani che con gli adulti”.

La crescita dei ragazzi è il fattore che più inorgoglisce i due tecnici: molti, infatti, gli atleti che si sono ritagliati spazio importante sia nella categoria Allievi Regionali B che nella categoria Juniores Regionali B.
In particolare hanno ottenuto minutaggio importante nella categoria superiore i classe 2000 Bertoni e Ogliari ed il giovanissimo classe 2001 Mariconti.
Senza dimenticare i talenti della Luisiana che ora sono approdati nei professionisti.

Un esempio lampante di giocatore che è entrato in punta di piedi e nel corso del campionato si è ritagliato uno spazio importante è invece Filipponi, ennesima conferma di come gli allenatori siano sempre vigili sui miglioramenti dei ragazzi e pronti a dare la meritata occasione al momento opportuno.

"Insisto nel dire che chiunque in ogni momento può fare il salto”, dice mister Zanoni rafforzando il concetto, "A questa età nulla è precluso: spesso si paga il gap fisico o l’inesperienza, limiti tipici della categoria, ma se si ha voglia di lavorare e di migliorare i risultati possono arrivare”.
In questo percorso, però, la voglia e la passione sono componenti sempre fondamentali: “Più i ragazzi giocano e più migliorano: gli allenamenti non bastano. Oltre che qui al campo, i ragazzi che vogliono migliorare dovrebbero dedicare altro tempo al calcio: ho visto coi miei occhi ragazzi che, giocando assiduamente al campetto o all’oratorio del paese, hanno effettuato miglioramenti impressionanti nel corso dell’annata.
Non crederete mica che il lavoro fatto nelle tre ore settimanali basti a trasformare un giocatore?!”.

La squadra ha effettuato un ottimo percorso anche in materia di risultati, aggiudicandosi la qualificazione alla categoria Regionali B al termine del girone autunnale: “La società teneva a questo obiettivo, è stato un bel risultato anche perché ora stiamo affrontando squadre veramente attrezzate e che esprimono un buon calcio. Il campionato è tosto, ma qualche soddisfazione ce la stiamo togliendo, come aver vinto contro il forte Cavenago Fanfulla”, racconta Colucci, “Per i ragazzi è importante il risultato, ma il vero obiettivo societario è la crescita dei talenti ed io mi ritengo molto soddisfatto di quanto fatto finora da noi”.

 

 

 

Tra le note liete della stagione segnaliamo anche l’affermazione del classe 2002 Cernuschi, convocato nella Rappresentativa Provinciale: nonostante l’età da categoria GIOVANISSIMI, si è imposto con costanza negli ALLIEVI ed è sicuramente uno dei migliori prospetti del vivaio pandinese: “Non mi piace soffermarmi sui singoli”, precisa Colucci ”Per me è importantissimo che resti ben definito il concetto di squadra. Poi è chiaro che se un giocatore spicca più di altri, tutti se ne accorgono; ma preferisco non dare troppo risalto alle performance individuali, evitando così di creare situazioni di invidia o gelosia che possono nuocere al concetto di gruppo, per me sempre basilare”.

Per quanto riguarda il lavoro sul campo, i mister sono assolutamente in sintonia e rispondono in coro: "Protagonista è quell’oggetto tondo che vedi nella sacca (il pallone per i calciofobi, ndr)”, introduce Colucci, "Un ragazzo, soprattutto a quest’età, non deve sentire la "borsa pesante" quando arriva al campo: ogni ragazzo deve arrivare con entusiasmo all’allenamento. La mia idea è offrire un lavoro sempre vario e stimolante: è limitante avere un programma fisso, attingendo dallo stesso campionario di esercizi, perché alla lunga diventa un peso per l’atleta e, di riflesso, non si otterrà da lui il 100% della disponibilità. Riuscire a dare un’idea di gioco attraverso esercizi diversi, ma che richiamino le stesse finalità, per me è un metodo che consente di arrivare alla testa dei ragazzi senza appesantirla”. Anche Zanoni conferma e aggiunge: "Il lavoro a secco riveste una parte talmente minima del lavoro che non ricordo nemmeno l’ultima volta in cui è stato proposto. Le componenti fisiche possono essere sollecitate benissimo anche con l’utilizzo del pallone”.

Concludendo, Colucci mette un importante linea di confine riguardo una delle più grandi convinzioni in fatto di metodo atletico: ”Non sono tra quelli che ritengono si debba effettuare una preparazione atletica pesante ad Agosto per rendere a lungo termine. Per me la preparazione dell’atleta, ad ogni livello, deve essere sempre al top e mantenuta costante durante tutto l’arco della stagione, senza mai trascurare l’utilizzo del pallone, che permette di digerire meglio la fatica fisica ”.

Idee di gioco, formazione e divertimento, questi i punti cardine dei mister, che non restano confinati alla categoria.

La Luisiana è una famiglia, dai giovani alla prima squadra: ”Tra le varie categorie c’è interscambio di giocatori e tra noi allenatori c’è confronto, soprattutto per monitorare al meglio la crescita dei ragazzi ed essere sempre al corrente delle evoluzioni dei singoli giocatori, soprattutto di chi gioca in categorie inferiori ma che presto sarà chiamato al salto”.

Un progetto sicuramente interessante e votato soprattutto alla valorizzazione del giovane: impossibile trovar di meglio in un vicolo cieco, che in realtà si spalanca sul vero calcio.

 

Tiramisù