PRIMA. Chieve e Montodinese spengono la luce di casa: cos'è mancato questa domenica?

Il Lodivecchio impone lo 0-0 interno ai ragazzi di Patrini, nonostante il buon secondo tempo. Va peggio ai biancorossi, superati 0-1 dal Graffignana. Ansia per gli infortuni di Gallarini e Zoli

Di Stefano Provenzi | Martedì, 10 Ottobre 2017 15:48

Tattico, atletico o psicologico?

La triade di problemi che può gravare intorno ad una squadra di calcio si racchiude generalmente a questi tre aspetti. Se dovessimo applicare ora questo schema agli status di Chieve e Montodinese, cosa ne trarremmo della condizione generale delle due formazioni?

Di certo una difficoltà comune attanaglia in questo momento Chieve e Montodinese e riguarda la lunga fila di giocatori seduti in infermeria. Ai lungodegenti che ormai sono diventati i migliori amici dei fisioterapisti, si sono aggiunti domenica due importanti giocatori. Più o meno entrambi nelle prime battute del match, Gallarini (Chieve) e Zoli (Montodinese) si sono accasciati al suolo per problemi alla caviglia. Più grave sembra essere l'infortunio dell'ex Salvirola, accompagnato prontamente al pronto soccorso una volta uscito dal campo. Per Gallarini si valuterà la situazione nei prossimi giorni, ma di certo si tratterebbe di un elemento di grande duttilità che verrebbe meno a mister Patrini.

Ad accomunare la domenica “no" di entrambe le compagini cremasche anche i “brutti avvii". Se il Chieve nel primo tempo è stato in balia del possesso palla del Lodivecchio, comunque sterile e privo di tiri in porti, più incoraggiante sembrava essere l'avvio di partita della Montodinese, anche qui però mai dovutamente cattiva negli ultimi metri. Si rientra negli spogliatoi a reti bianche, che tali sembrano destinate a rimanere senza un deciso cambio di rotta. Chieve non punito nei suoi opachi primi 45', Montodinese beffata al primo affondo offensivo del Graffignana al 51': Abbasciano si ritrova davanti a sé una prateria e freddare Colombo diventa così un gioco da ragazzi.

Mentre la Montodinese incassava la rete decisiva dello 0-1, sul campo di Chieve sembrava essere avviati a tutto un altro incontro per i padroni di casa. Passati immediatamente dal 5-4-1 al 4-4-2 dopo l'infortunio di Gallarini, Cannatà e compagni hanno meglio interpretato il nuovo modulo impostato da mister Patrini, provando a sfruttare tutta l'ampiezza del campo come mai nel primo tempo. Da qui sono nate le belle occasioni costruite dallo stesso Cannatà, che ha centrato anche un legno, e una conclusione a botta sicura salvata sulla riga di porta da un difensore lodigiano, quando tutto il pubblico di casa si era già alzato in piedi per esultare. Nonostante la mole di occasioni prodotte, rimangono ancora una volta con le polveri bagnate i cannonieri del Chieve, facendo nascere a questo punto un vero e proprio caso in zona goal da risolvere.

Difficile sentirsi con la coscienza pulita questo weekend anche se ti chiami Capellini. L'attaccante della Montodinese prima si divora l'immediato pareggio, lisciando la conclusione quando il più sembrava ormai fatto, e poi lascia i suoi in inferiorità numerica per una disputa col direttore di gara finita con un rosso sventolato in faccia. Proprio quello che non serviva ai biancorossi in quel momento. Decisamente più utili le generose volate a perdifiato di Lupi Timini, che per due volte sfiora di un nulla il possibile 1-1. Anche il Graffignana rimane in dieci al 77' per il doppio giallo altrettanto ingenuo rimediato da Orsini per simulazione e a quel punto Merisio si gioca il tutto per tutto inserendo i baby Allocchio e Polastri, provando ad aggiungere alle caratteristiche della formazione in campo quella freschezza e, perché no, anche spensieratezza giovanile, che potrebbero risollevare le sorti dell'incontro. Nel finale Agazzi, con palla spiovente dalla bandierina, appoggia la sfera incredibilmente sul fondo, gettando alle ortiche l’ultimissima chance a favore della Montodinese.

In sintesi, Chieve e Montodinese potranno sicuramente meglio esprimersi a rose più complete. Una volta svuotata buona parte dell’infermeria, a quel punto si potrà lavorare più intensamente sui problemi di questo inizio campionato che vanno risolti. Per quanto concerne il Chieve, difficile inoltre dare la colpa ai tanti nuovi di quest’anno: da recuperare sono invece principalmente sia la forma fisica, sia un carattere più propositivo fin da subito, che avrebbe permesso di approcciare in un altro modo il primo tempo. Con il giusto spirito giungeranno anche le reti di cui sono ora orfani gli attaccanti e, a quel punto di conseguenza, sarà la volta di tornare ad abbracciare i tre punti.

 

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