RUBRICHE. Drago Story: il Chieve, i centocinquanta gol e Christian

Il top scorer di Prima Categoria si racconta a Baloo Calcio: una carriera nel segno del gol, sempre decisivo in Prima Categoria e super papà fuori dal campo

Di Redazione | Giovedì, 11 Gennaio 2018 18:01

A cura di Luca Bozzetti


Per brevità chiamato il Drago.... Ma quanto ci sarebbe da scrivere parlando di lui!

Andrea Dragoni si presenta in perfetto orario, proprio come ogni domenica: puntualmente a segno.

La sua avventura a Chieve vanta uno score incredibile, con ben 13 centri nel solo girone d’andata, anche se la squadra ha avuto fasi altalenanti: la speranza è quella che nel 2018 possa affermarsi ad alti livelli e inseguire quel sogno chiamato Promozione.

Già, perché la vittoria in Prima Categoria è una vera costante nella carriera di Andrea: ora il Chieve dovrà lavorare sodo, ma il Drago ha sempre fatto la differenza in maniera decisiva a questo livello.

“Fare 13 gol nel girone di andata è certamente un buon risultato, anche se purtroppo ne avrei potuti segnare anche di più se non avessi fatto certi errori… Sinceramente avrei preferito qualche gol in meno e qualche punto in più: vogliamo migliorarci ancora e puntare in alto".

Non che i numeri contino poco: in tutti i gironi della Prima Categoria lombarda, il Drago è secondo solamente a Marco Nosino, centravanti dell' Ossina, militante nel Girone N.

prova a raccontare come il Chieve stia provando a risollevarsi dopo un momento non facile e di grandi cambiamenti: "Dalla sfida con il Casalpusterlengo, in cui abbiamo creato tanto senza riuscire a segnare per poi uscire sconfitti dal campo 1-0, c'è stato un crollo da molti punti di vista: tecnico, tattico e motivazionale, aggravato da una serie di infortuni ai importanti giocatori della squadra”.
Da quel momento, infatti, la squadra è incappata in 5 sconfitte consecutive, che hanno portato all’esonero del Bomber, mister Walter Patrini: "È un allenatore eccezionale, che ha creato un grande gruppo e ha dato un impianto da grande al Chieve".
Con mister Danilo Bianchetti la squadra sta provando a ritrovare convinzione nei propri mezzi e risultati: il derby di domenica con la Montodinese è già una gara importante per verificare che il Chieve possa affermarsi come grande squadra.

Un concetto, quello di grande squadra, che non è affatto nuovo ad Andrea: "Ho sempre avuto la fortuna di giocare in squadre costruite per vincere, sin dagli inizi col Crema 1908. Dalla stagione 2006/2007 alla vittoria playoff in Prima del 2007/2008, in cui ho segnato la prima rete in Prima Categoria: fu un calcio di rigore al 94’, che ci permise di pareggiare 2-2 con l’allora capolista Paullese".

 

 

Non sono mancati momenti negativi, come la retrocessione dalla Prima in Seconda Categoria nel 2008/2009 con il Salvirola, ma è anche nelle difficoltà che si può crescere e imparare.

E il suo ritorno in nerobianco coincise con un altro periodo calcisticamente florido per la società, nel percorso che la portò in Eccellenza, con mister Lucchi Tuelli e la guida del presidente Barbaglio: “Impossibile dimenticare il gruppo della vittoria in Promozione del 2009/2010. Il più orgoglioso di tutti era mio nonno: da vero tifoso cremino non sembrava vero vedermi giocare e vincere al Bertolotti con la maglia del Crema 1908".

Tante realtà, tanti ricordi per il centravanti cremasco che h: "L'annata 2010-11 ad Agnadello è sicuramente un ricordo indelebile: abbiamo fatto registrare il record di punti nella storia del club e siamo stati eliminati al secondo turno dei play-off dall'Orceana".

Un altro capitolo del libro di Andrea ci porta a Casalbuttano: "Nel 2011/2012 non solo vincemmo il campionato di Prima Categoria, ma ebbi la fortuna di conoscere degli amici veri come Diego De Goes, Gianfranco Sacchi, Matteo Bellani: ragazzi fantastici che poi ho avuto il piacere di ritrovare con me a Castelleone".

Di vittoria in vittoria, un’altra vecchia fiamma accende i ricordi di Andrea: quella dell'Offanenghese: "Il campionato vinto in Prima nel 2013/2014 mi ha insegnato molto. Quella giallorossa era già una società importante al mio arrivo, con ambizioni e un progetto serio: nonostante abbia cambiato molto, sono felice che l’Offanenghese si stia affermando sempre più ad alti livelli".

 

 

Un giocatore così, è sempre ambito: chi vuole vincere ha puntato su di lui a occhi chiusi senza mai sbagliare.

Il Castelleone scelse lui per raggiungere la Promozione: quando inizia a parlare dei Leoni, il Drago sorride.
"In queste stagioni mi sono molto legato ai gialloblù: la cavalcata dalla Prima alla Promozione, lo strepitoso campionato da matricola e un gruppo fantastico. Da tifoso, spero davvero possano mantenere la categoria", ci dice, anche se il suo viso si incupisce però quando inizia a raccontare del suo saluto al Torrazzo castelleonese, "I motivi che mi hanno portato a fare una scelta così dolorosa sportivamente parlando non hanno nulla a che fare con divergenze di nessun tipo, ma sono state solamente motivazioni di carattere personale".

Se il passato e il presente hanno il profumo di un campo da calcio, il Drago ha ancora fame per il futuro e fissa un obiettivo importante: "Arrivare a 150 reti in carriera sarebbe uno splendido traguardo: me ne mancano 14: poi farò "solo" il papà".

Dal 14 aprile 2017, infatti, è arrivato il piccolo Christian a rendere ancora più piena la vita di Andrea: "Ho vissuto da vicino ogni istante del parto, secondo dopo secondo: è stata un'emozione che non dimenticherò mai e che mi ogni volta che la ricordo".

 

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