RUBRICHE. Michele Patrini: un gran ritorno da Guerriero

Il top player cremasco ha vissuto una stagione esaltante: da capitano del Cavenago Fanfulla ha guidato la risalita dei lodigiani in Serie D, firmando anche due reti pesantissime. Il rapporto fraterno con i compagni di squadra, mister Ciceri e le Fanfulla's Wags

Di Fabio Faciocchi | Venerdì, 11 Maggio 2018 04:28

A cura di Luca Bozzetti


Non ha bisogno di speciali presentazioni, Michele Patrini: da sempre uno dei top player del Cremasco, per qualità tecnico-tattiche e atletico-fisiche, ma anche per quella mentalità vincente, quella leadership e quell'applicazione che gli hanno permesso di ottenere grandi risultati ovunque abbia giocato.

 Michele inizia la sua intervista sorridendo: le emozioni di ciò che si è concretizzato appena 8 giorni fa sono ancora vive dentro di lui.

Il Capitano del Guerriero percorre a ritroso la stagione, dal trionfale mese di maggio al più burrascoso mese di luglio: "Il direttore generale Gandini mi chiamò in estate per chiedermi di sposare il nuovo progetto di risalita: per me sarebbe stato un gradito ritorno al Fanfulla addirittura 12 anni dopo. Pensava io fossi la persona giusta per aiutare i miei compagni i campo e fuori: essendo stato un mio allenatore voleva andare sul sicuro anche per ciò che riguardava il rapporto con i tifosi".

Nel calcio dilettantistico i tifosi del Fanfulla sono una delle realtà più importanti sia a livello di immagine che a livello di attaccamento alla maglia e di conseguenza alla squadra visti anche i gloriosi trascorsi della società lodigiana: "Prima che pensare alla riconquista della categoria, dovevamo riconquistare la"Dossenina", reduce dall'amarezza e da un entusiasmo perduto con la retrocessione della scorsa stagione".

 

 

Un connubio, quello tra la squadra ed i tifosi che si rispecchia anche nella scelta della figura di mister Ciceri, ex giocatore mai dimenticato dai supporters lodigiani: il passaggio dal campo alla panchina è stato un elemento fondamentale per la risalita del Guerriero in D. "Il mister è riuscito prima di tutto a creare un gruppo vero, a far capire prima di tutto a noi "vecchi" quanto fosse importante essere uniti e ad inculcare ai giovani la mentalità giusta", spiega Patrini.

Un mix tra Senior e Under che ha un sapore speciale, un legame quello tra i componenti della squadra che è stato la base di ciò che si è visto in campo ed ha coinvolto anche le mogli e le fidanzate dei giocatori: "Vedere mia moglie Giulia, che già aveva visto due promozioni, insieme alle compagne di Brognoli, Battaglina, Laribi e mister Ciceri sempre presenti in casa ed in trasferta, pronte a sostenerci ogni domenica, mi ha fatto capire che abbiamo costruito davvero qualcosa di speciale". Già, perché è stata davvero una cavalcata fantastica quella di Patrini e compagni, accompagnati dal calore del proprio pubblico e dalle proprie wags e terminata con la conquista del campionato.

 

 

Il Capitano, all'età di 35 anni, ha dimostrato di avere una freschezza atletica invidiabile, una condizione mentale e fisica straripante: en-plein in campionato con 38 partite disputate (una sola gara saltata, in Coppa) e 2 reti segnate tra cui il colpo di testa in casa dell'Ardor Lazzate, che è valso il +3 in classifica sul Busto 81, secondo in classifica e sconfitto in quella giornata dal Villa Cassano. 

Un colpo decisivo per le sorti del campionato.

Dopo i giusti festeggiamenti e le grandi celebrazioni, la domanda è lecita: e ora?

Non ci sono dubbi, perché Michele Patrini torna in Serie D e vuole godersi la categoria insieme ai suoi Guerrieri: "il presidente Barbati non ripeterà gli errori che sono stati commessi in passato: è una persona seria e disponibile, un punto di riferimento affiancato da persone competenti e dal grande spessore umano come il direttore generale Gandini e l'ormai ex direttore sportivo Vanelli, figure importanti tanto quanto noi in campo per la vicinanza e il sostegno che ci hanno dato".

Il Capitano non smette di pensare al calcio, né a immaginare il suo futuro: l'attitudine a essere un "allenatore in campo" potrebbe portarlo a diventare un ottimo mister e per questo sta partecipando al Corso Allenatori Uefa B in svolgimento a Crema: "Un'esperienza che mi sta dando tanto e sto affrontando con entusiasmo e voglia di imparare".

Prima di pensare alla panchina, però, c'è una Serie D da giocare: per continuare a stupire, per continuare a lottare da Guerriero.

 

Tiramisù